Tour Virtuali Chiese Romaniche Sardegna

Sargegna 360°

Nel medioevo tra il X e il XIV secolo la Sardegna era divisa in quattro Giudicati: quello di Gallura a nord-est, quello di Torres a nord-ovest, quello di Arborea nel centro Sardegna con buona parte di costa occidentale e quello di Cagliari nella parte meridionale. A capo dei Giudicati si sono alternati i membri delle famiglie più importanti, per rango e ricchezza, della Sardegna. A queste Famiglie e alla loro lungimiranza si deve l’arrivo in Sardegna dei frati benedettini di Montecassino; questo innanzitutto per porre rimedio alla situazione dello stato in cui viveva la maggior parte del clero sardo, ormai senza più il controllo della Chiesa Greca, ma anche per poter mettere a frutto le conoscenze delle tecnologie agricole e tecniche dei frati. Fu così che le abbazie furono costruite in gran parte del territorio fino ad allora inabitato, ma che ben presto avrebbe richiamato agricoltori, pastori e le loro famiglie, che necessariamente costruirono i primi villaggi rurali. Man mano che i Benedettini si stabilivano, le condizioni di vita miglioravano, e con l’espansione arrivavano altre maestranze che giungevano da varie parti, ma , in contatto con le realtà locali, davano origine a monumenti del tutto originali, ecco perché l’architettura ecclesiastica sarda è una fusione di elementi mitologici, culturali di varie regioni e religioni fra apporti toscani, francesi e con la naturale evoluzione dell’arte paleocristiana, che ancora oggi si può ammirare nella Basilica di San Saturnino a Cagliari. La felice posizione geografica della Sardegna era per i suoi abitanti anche il suo pericolo, tanto che, per far fronte alle invasioni dei saraceni, ed in particolare contro Museto, dovettero intervenire, per volere di Benedetto VIII, le Repubbliche Marinare di Pisa e Genova, che lo scacciarono. Le rivalità e la sete di potere delle due Repubbliche, però, coinvolse naturalmente la Sardegna, con i suoi Giudicati, fino a che Genova e Pisa sostenute alternativamente dall’Imperatore e dal Papa, dopo numerosi episodi bellici, si spartirono la Sardegna: la Gallura ai Pisani e Cagliari e Torres a Genova. Successivamente il Giudicato di Torres rinunciò all’indipendenza nei confronti della Chiesa Romana, e di seguito anche gli altri Giudicati percorsero la stessa strada, e tutti e quattro i regni si misero sotto la protezione della Chiesa di Roma, naturalmente come vassalli, il che portò ad un aumento dell’ingerenza della Santa Sede nella politica dei Giudicati, decretando la cessione dell’isola agli Aragonesi, visto che Bonifacio VIII nominò, anche se con sola valenza nominale, Re di Sardegna e di Corsica Giacomo II il Giusto.E così, tenuto conto che gli interessi delle Repubbliche di Pisa e Genova erano gli stessi della Santa Sede, nonostante una strenua resistenza, e tante lotte, i Giudicati, prima quello di Torres e Cagliari ,rispettivamente nel 1293 e nel 1257, e due secoli dopo quello di Arborea nel 1420, segnò la fine di un sogno, che tuttora resiste nei cuori dei sardi, di una loro Nazione Indipendente.

Sant’Antioco di Bisarcio – Ozieri (SS)

La Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio è fra le più grandi chiese romaniche della Sardegna. L’edificio religioso si trova in un sito campestre isolato su una altura di origine vulcanica nel comune di Ozieri in provincia di Sassari. Questa sua ubicazione dà alla chiesa un fascino particolare. Dal punto di vista architettonico troviamo elementi del romanico pisano e del romanico lombardo.

Sant’Antioco di Bisarcio – Ozieri (SS) • Prospetto

Addossato alla facciata si sviluppa il portico con tre archi a tutto sesto, da quello centrale si accede al nartece che presenta sei volte a crociera. A destra del nartece abbiamo le scale di accesso alla zona superiore del portico dove troviamo una cappella privata del vescovo di Bisarcio. L’interno della chiesa è a tre navate: quella centrale ha una copertura formata da capriate di legno mentre quelle laterali sono voltate a crociera. L’ambiente è in penombra con la luce soffusa che entra dalle alte e strette monofore.

San Pietro in Simbranos (delle Immagini)- Bulzi (SS)

La chiesa è detta “del Crocefisso” e “delle Immagini” per aver ospitato un gruppo ligneo duecentesco della Deposizione e un polittico pittorico settecentesco. La facciata della Chiesa guarda ad ovest ed è caratterizzata da una tessitura orizzontale bicolore di calcare bianco e trachite nera ed ogni elemento decorativo (archetti, ghiere, semicolonne) e strutturale (piedritti) è in pietra calcarea bianca.

Nostra Signora – Tergu (SS)

Un lungo viale cui fanno da cornice sculture che rappresentano la Via Crucis, ci conduce alla Basilica, la più antica testimonianza di arte romanico–pisana, databile intorno al 1065, ricostruita, dopo un terribile incendio, per volere del Giudice di Torres Mariano I de Lacon Guanale, e divenuta proprietà dei frati Benedettini di Montecassino, nel 1122; oltrepassato l’arco di ingresso al luogo sacro, la chiesa ci accoglie con il calore dei suoi colori, la trachite rossa e la pietra calcarea delle decorazioni, e ci invita ad entrare, per scoprire, in contrasto con il possente effetto scenografico esterno, la severità dell’interno, spoglio, ma molto suggestivo.

Anno

2008

Virtual Tour

Chiese Romaniche

Luogo

Sardegna

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